di Roberto Musacchio, ex parlamentare europeo

“Rimandiamolo via” urlano in modo ritmato gli europarlamentari di estrema destra in aula a Strasburgo dopo l’approvazione del vergognoso regolamento sulla emigrazione avvenuta con i loro voti. Hanno sostituito quelli dei Socialisti e dei Verdi che pure farebbero parte della maggioranza che ha eletto Ursula Von Der Leyen presidente della Commissione. Ma ormai è prassi consolidata che si creino maggioranze altre per una Commissione che insegue le destre radicali in Parlamento e negli accordi tra governi. Governi dove le stesse destre vanno prendendo sempre più potere con un orizzonte in cui si profilano governi con le destre estreme che potrebbero esserci in moltissimi Paesi storici. 

Dopo l’Italia, la Francia, la Germania (l’Afd è in testa di molto e da molto nei sondaggi), nella stessa Spagna dove pure c’è un governo che cerca di fare altro come regolarizzare un milione circa di lavoratori migranti.  La questione migranti è una delle cartine al tornasole della regressione europea. Quando ero Parlamentare europeo io, dal 2004 al 2009, fu presentato un libro verde sulle migrazioni economiche che mostrava come, per ragioni demografiche, di mercato del lavoro, di sostegno del welfare, sarebbero “serviti” 20 milioni di migranti in più all’Europa entro il 2035. Invece che attrezzarsi e costruire il diritto soggettivo organizzato a venire a lavorare in Europa si è agito al contrario.

Acuendo le fobie, in realtà derivate dal peggioramento sistemico delle condizioni del lavoro e del welfare a seguito del neoliberismo di Maastricht e delle austerità, e creando lavoro alla mercé in un contesto sempre più tutto precariato. D’altronde da Maastricht in poi la UE ha perso 10 punti nel Più mondiale che aveva mantenuto nei decenni del mondo sociale europeo. Certo per la globalizzazione, ma pagata del lavoro e del welfare visto che i 10 punti in meno corrispondono ad un analoga riduzione del previo fiscale sulle imprese.

Oggi poi è il tempo in cui vogliono passare dal welfare al warfare, cioè il sistema del riarmo e della militarizzazione. Soldi a palate per riarmo e guerra mentre per il benessere sociale continua l’estrattivismo del valore sociale accumulato a favore del capitale finanziario. La Germania è guida. Riarmo massiccio. Accordi di produzione bellica con Ucraina e Israele. Ritorno alla leva. Attacco alle pensioni per dare spazio alla finanza. E l’and alle porte.

Per fortuna cresce all’opposto il movimento europeo contro il riarmo, militarizzazione, guerra, genocidio. Bruxelles due giornate con un ruolo centrale di Stoprearm Europe e a Londra grande Convention con il movimento contro la guerra. Appuntamenti gia fissati per l’autunno. Sarà l’altra Europa a salvare l’Europa? Bisogna provarci

Ufficio Stampa

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