di Guido Barbera

La solidarietà non può stare zitta. Per questo Solidarietà internazionale, dopo una fase di riorganizzazione, sta riprendendo il suo cammino. Da settembre tornerà a pieno regime in forma online a proporvi le storie di persone che credono in un mondo più giusto, ma anche per leggere i fatti rilevanti della nostra società e dialogare insieme sulla realtà della nostra vita. Per questo vi chiediamo di partecipare attivamente a scrivere questo nuovo capitolo della nostra rivista. Diffondere gli articoli nelle vostre pagine social, ma anche condividendo riflessioni e pareri. La vita ed il mondo sono di tutti: non possiamo lasciarli in mano a pochissimi!
Dal 2008 viviamo in una fase di declino economico devastante, mentre 10 sole persone al mondo possiedono complessivamente 2356 miliardi di dollari e la loro ricchezza cresce di 2,7 miliardi al giorno (Rapporto OXFAM). In Italia, il 5% delle famiglie più ricche possiede il 49,4% della ricchezza nazionale mentre, nel mese di maggio 2026, nei cantieri di Bergamo, si sono trovati operai pagati a meno di 2 euro all’ora! Davvero, chi è ricco, lo è solo perché se lo è guadagnato? Il concetto di ricchezza, dietro ai capitali finanziari e patrimoniali, nasconde un “potere” determinante nell’influenzare le scelte politiche e sociali, nel facilitare l’accesso ai servizi, alle opportunità di qualsiasi tipo, fino a determinare i diritti e l’utilizzo della forza.
L’esito del Referendum di marzo ci ha chiaramente fatto capire, tra le varie cose, che la vera ricchezza non si misura solo in euro o dollari, ma soprattutto in benessere collettivo, in accesso ai diritti, in uguaglianza e qualità della vita. Questo è il concetto di solidarietà che proponiamo e che dobbiamo riscoprire, culturalmente e socialmente. Una società è ricca, quando non lascia indietro nessuno. La politica deve essere il garante per eccellenza della tutela della dignità e del benessere di tutti i suoi cittadini! Non solo di alcuni. La ricchezza di soli 79 miliardari italiani nel 2025 è aumentata di 54,6 miliardi e oggi posseggono 307,5 miliardi di euro, questo mentre si pagano operai a meno di 2 euro all’ora! Questo mentre, sempre nel 2025, le autorizzazioni di movimentazioni per materiali d’armamento ha raggiunto 11.141 miliardi di euro! Basterebbe un 26mo° della ricchezza dei 3000 miliardari mondiali che possiedono ben 18.300 miliardi di dollari, per garantire il minimo di sussistenza vitale agli 831milioni di persone che vivono oggi sotto la soglia di povertà! Questo però non è possibile! Anzi, la stessa Unione Europea all’inizio di questo anno ha comunicato che non può finanziare progetti compresi in programmi approvati, a causa dell’attuale situazione economica e dei conflitti in corso.
Il divario economico e sociale crescente è l’autostrada che porta direttamente all’instabilità, alle fragilità, all’ingiustizia nell’accesso ai diritti. La solidarietà è la risposta! Solidarietà però, non è interesse, non è progetti, non è denaro. Il denaro è lo strumento che ci permette di realizzare i progetti a tutela della dignità di ogni essere umano e dei suoi diritti. La solidarietà è: riconoscere e rispettare, alla pari, la persona davanti a me, condividendone il cammino e le risorse. Abbiamo urgente bisogno di una nuova cultura della solidarietà.

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